
Ci sono tanti modi, oggi, per definire chi si occupa di comunicare la scienza. Io preferisco definirmi una giornalista scientifica perché sono nata professionalmente tra una redazione e l’altra.
Mi sono laureata in Scienze Biologiche – indirizzo biomolecolare – all’Università degli Studi Milano-Bicocca nel 2005 ma nemmeno per un giorno ho mai pensato di lavorare in laboratorio. Così, mentre i miei compagni di corso proseguivano la carriera accademica, io avevo già un microfono in mano grazie a un Master in Metodi e tecniche della comunicazione nell’area salute, completato nel 2007 presso l’Università degli Studi di Milano.
Ho mosso i primi passi nella redazione Salute di AGR, l’agenzia radio-giornalistica che, ai tempi, si occupava di notiziari e contenuti per il circuito di radio regionali, e forniva news audio e video a Corriere.it. Lì ho imparato il valore delle parole, e che è sempre possibile usarne poche per descrivere un fatto o fenomeno, rendendo la comunicazione più nitida e mirata.
Negli anni successivi mi sono sempre più dedicata al giornalismo scritto specializzandomi in alcune aree come l’oncologia e le malattie rare. Per molti anni ho collaborato con Osservatorio Malattie Rare, il primo media dedicato a condizioni spesso ‘invisibili’ nel panorama dell’informazione, e con il magazine online di Fondazione Umberto Veronesi. Fino al 2015 ho fatto parte della redazione del mensile OK Salute e Benessere, occupandomi principalmente dei servizi di copertina, delle news dal mondo della ricerca e delle storie di pazienti. In quell’anno ho vinto il premio ANTEA “38 volte basta!” con un articolo sulla genetica del dolore pubblicato sulla rivista.
Nel 2012 ho iniziato una collaborazione con la European Society for Medical Oncology come consulente per la produzione di contenuti video durante i principali congressi di oncologia in Europa e negli Stati Uniti e come medical writer (in inglese). Nel 2018 sono diventata parte dello staff come responsabile editoriale.
Negli ultimi anni mi sto dedicando ad approfondire il rapporto tra medicina e tecnologia, e l’impatto delle innovazioni sulla vita quotidiana delle persone e sulla percezione della malattia nella società. Per questo dal 2015 al 2018 ho studiato all’Università di Edimburgo, laureandomi in Global eHealth presso la Facoltà di Medicina.
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